Inspiration Triggers: Tumblr
Un social network sottovalutato
Questo è il primo (di una lunga serie, mi auguro) post in cui vorrei condividere la mia metodologia durante la ricerca delle ispirazioni. Solo i designer e gli artisti in generale possono capire quanto ci si possa sentire spiazzati, disarmati e con le mani legate durante un blocco creativo. Per chi ne è digiuno – beato lui – questo stato d’animo è trai più pericolosi con i quali ci si possa confrontare, perchè per uscirne è necessaria una stretta e intima collaborazione tra l’emotività di chi lo prova e gli stimoli esterni.
Io soffro di questo disturbo in media ogni due/tre mesi. Mi sveglio al mattino e sono intellettualmente debilitata, non ho voglia di fare nulla, non mi vengono idee e lascio coccolare dalla pigrizia. Ho una serie di metodi per abbattere il muro di banalità che ho nel cervello, di cui vi parlerò molto volentieri nei prossimi post, ma normalmente il primo con cui cerco di risvegliarmi dal torpore è una specie di lavaggio del cervello degno del miglior Intersect.
Il primo, è Tumblr. Negli Stati Uniti va fortissimo. Si tratta di un piattaforma aggregatoria di contenuti, dal retrogusto (ma solo il retrogusto, eh?) social, tramite il quale gli iscritti possono condividere immagini, citazioni, video. Negli anni ho stilato una lunghissima serie di Tumblr da seguire (e i post dei blog preferiti arrivano tutti, contemporaneamente, in un’unica dashboard), con i quali mi bombardo le pupille quando la mia creatività ha fatto le ore piccole. Che siano foto di cuccioli, artwork, vignette comiche, frasi profonde o battute idiote, una cosa è certa: alla fine, funziona!
